Da 100.000 follower a 35.000
Il 13 agosto Google ha cambiato i requisiti del Search Profile, la scheda ufficiale che raccoglie i profili di un creator o di un editore dentro la ricerca. Fino a quel giorno servivano 100.000 follower. Adesso ne bastano 35.000 su YouTube, Instagram o X. Su TikTok la soglia richiesta è 100.000.
Robby Stein, VP Product di Google Search, ha spiegato che le soglie scendono per far entrare più creator ed editori. Ha aggiunto che l'apertura ad altri Paesi arriverà presto.
Poi c'è la parte scomoda. Il Search Profile oggi esiste solo negli Stati Uniti. Un'azienda italiana non lo può attivare. Non c'è una data per l'Europa, non c'è una lista d'attesa a cui iscriversi. Quello che si può fare adesso è capire come funziona la scheda per arrivare pronti quando aprirà anche qui.
Cos'è il Search Profile?
È una pagina dedicata dentro Google che unisce in un unico posto gli account social, il sito, gli ultimi post pubblicati e i link scelti da chi la gestisce. Ha un indirizzo condivisibile come qualsiasi altra pagina. Si raggiunge toccando il knowledge panel da mobile oppure dalla scheda di un contenuto dentro Discover.
Chi la controlla può personalizzarla con foto, biografia, sito, piattaforme video e social collegate, fino a otto post in evidenza e fino a otto link. Chi la guarda può seguire quella fonte con un tocco. Da quel momento vede più contenuti di quella fonte dentro Discover.
C'è anche una sezione Insights, ancora in beta, alimentata dai dati di Search Console: clic totali, impressioni, contenuti che performano meglio, provenienza del pubblico per Paese. Per chi produce contenuti in modo continuativo è la prima volta che Google restituisce numeri su come la propria identità viene vista dentro la ricerca.
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Controllate se rientrate nei requisiti
Basta superare la soglia su una sola piattaforma, non serve averle tutte.
Se i numeri ci sono, la scheda è alla vostra portata nel momento in cui Google aprirà all'Italia. Se mancano, la parte utile di questo articolo è quella sulla coerenza dei dati, che vale a prescindere dalla soglia.
Come si attiva, quando si potrà?
Le strade sono due. La prima riguarda chi ha già un knowledge panel su Google: in quel caso un profilo esiste già, generato in automatico raccogliendo i contenuti pubblici dalle piattaforme collegate. Si cerca il proprio nome, si apre la voce che porta al Search Profile e lo si rivendica. La seconda parte da zero su profile.google.com/claim, con accesso dall'account Google e collegamento di almeno una piattaforma che supera la soglia.
Due dettagli tecnici che fanno perdere tempo a chi non li conosce. Se il profilo include un canale YouTube, la rivendica va fatta dall'account Google proprietario di quel canale. E chi ha già rivendicato il knowledge panel in passato deve rivendicare il Search Profile a parte, perché sono due cose distinte. Le modifiche fatte sul profilo possono poi riflettersi sul knowledge panel nei risultati di ricerca.
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Perché la scheda conta anche prima di poterla attivare?
Google sta costruendo un oggetto nuovo: una scheda di identità delle fonti, verificata dal diretto interessato. Oltre a servire a chi la guarda, serve al sistema che deve capire chi siete, cosa pubblicate e quali account vi appartengono davvero.
Questo si incastra con il tema di cui scriviamo da mesi su questo magazine. Quando un assistente deve rispondere a una domanda su un'azienda o su un professionista, sceglie le fonti che riesce a collegare con più sicurezza a quel nome. Un'identità digitale sparsa su sei canali con biografie diverse, handle diversi e link a un sito vecchio è difficile da ricomporre. Un'identità coerente si ricompone da sola.
Il Search Profile rende quel lavoro esplicito. Chi arriva con i profili già allineati compila la scheda in dieci minuti. Chi arriva con i dati in disordine scopre in quel momento quante versioni di sé stesso ha lasciato in giro.
Cosa fare adesso?
- Fate un inventario dei canali attivi e abbandonati. Individuate tutti i profili esistenti e aggiornate o eliminate quelli con informazioni obsolete, che possono creare confusione nel collegamento tra i diversi account.
- Allineate le informazioni di base. Nome e handle coerenti, biografia uniforme nei contenuti, stesso link al sito e stessa foto profilo su tutti i canali. Piccoli interventi che rendono l’identità digitale molto più riconoscibile.
- Mettete ordine sul sito. Il dominio deve dichiarare chiaramente chi siete, cosa fate e quali sono i vostri canali ufficiali. Una pagina “Chi siamo” aggiornata e collegata ai profili reali aiuta Google a ricostruire correttamente la vostra presenza online.
- Tenete d’occhio la soglia dei 35.000 follower. Se l’avete già raggiunta su una piattaforma, verificate periodicamente l’eventuale apertura del Search Profile anche in Italia. Se operate negli Stati Uniti, invece, la possibilità di rivendicare un profilo esistente è già disponibile.
Domande frequenti
Posso attivare il Search Profile da un'azienda italiana?
Quanti follower servono per il Search Profile?
Che differenza c'è fra Search Profile e knowledge panel?
Serve a qualcosa se non raggiungo la soglia di follower?
Il Search Profile dà dati di performance?
La finestra è aperta adesso
Quando una funzione di Google arriva in Italia, arriva insieme alla corsa di tutti quelli che se ne accorgono in quel momento. I mesi che passano fra l'annuncio americano e l'apertura europea sono l'unico periodo in cui si può lavorare con calma sulla propria coerenza digitale senza inseguire nessuno.
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