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Vendi per beneficenza? Ecco cosa devi dichiarare adesso

Dal 21 luglio la legge 120/2026 regola chi lega la vendita di un prodotto a una donazione, anche con un influencer. Cosa dichiarare, a chi e cosa rischi se non lo fai.

Niccolò Falaschi · 24 Luglio 2026 · 2 min di lettura · #e-commerce · #italia

Cosa cambia da ora in poi?

Dal 21 luglio è in vigore la legge 19 giugno 2026, n. 120, pubblicata in Gazzetta Ufficiale il 6 luglio. Regola chi lega la vendita di un prodotto a una donazione: acquisti solidali, edizioni limitate con "il ricavato va a", co-marketing con una onlus. Vale per la pubblicità tradizionale e per l'influencer marketing allo stesso modo. Se un creator promuove la campagna, la responsabilità sulla trasparenza tocca anche lui, non solo chi vende.

Il soprannome che circola è "legge Ferragni", nato dal caso pandoro che ha aperto il dibattito su questo tipo di operazioni. Da domani chi fa cause marketing ha obblighi precisi, non solo buone intenzioni da dichiarare a voce.

Le tre cose che devi dichiarare

Ogni campagna che lega un acquisto a una donazione deve indicare con chiarezza:

  1. il soggetto beneficiario, con nome per esteso, non un generico "in beneficenza";
  2. la finalità delle somme, cioè a cosa serviranno concretamente
  3. la quota percentuale del prezzo o l'importo destinato, per ciascun prodotto venduto.

Le tre informazioni vanno comunicate insieme, non sparse tra il post e il sito. Se un influencer promuove l'iniziativa, quelle stesse informazioni devono comparire anche nel suo contenuto, non solo nella scheda prodotto.

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Il passaggio che sfugge: l'AGCM va avvisata prima

La parte meno nota della norma è questa: almeno 15 giorni prima dell'avvio della vendita, l'iniziativa va comunicata all'Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato, con i dati della campagna e il termine entro cui le somme raccolte verranno versate al beneficiario. Non è un adempimento facoltativo, è una condizione per lanciare la campagna a norma.

Chi organizza tutto all'ultimo momento, come spesso succede con le collaborazioni influencer decise in poche settimane, rischia di arrivare al lancio senza aver rispettato questo passaggio.

Cosa rischi?

L'AGCM può sanzionare la mancata comunicazione preventiva con multe da 5.000 a 50.000 euro. La legge non è retroattiva: non si applica alle promozioni, vendite o forniture già in corso al 21 luglio 2026, ma da adesso ogni nuova campagna deve partire già conforme.

Checklist prima di lanciare una campagna solidale

  • Hai scritto beneficiario, finalità e percentuale (o importo) in modo leggibile, sul prodotto e in ogni comunicazione?
  • Hai comunicato l'iniziativa all'AGCM almeno 15 giorni prima della vendita, con il termine di versamento?
  • Se lavori con un influencer, il suo contenuto riporta le stesse tre informazioni, non un rimando generico?
  • Hai un documento interno che tiene traccia di importi raccolti e versamenti effettivi al beneficiario?

La nostra lettura

Qui la trasparenza non è solo un obbligo di legge, è una tutela reputazionale. Chi bara sul solidale, anche solo per approssimazione, paga caro in immagine molto prima che in sanzione, il pubblico su questi temi non perdona.

Questo articolo è un servizio, non una consulenza legale. Per le campagne con budget importanti o partnership con influencer strutturate, verifica sempre i dettagli con il tuo consulente prima del lancio.

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Niccolò Falaschi

founder

appassionato di comunicazione, tecnologia, ai, aiuto le aziende a migliorare il posizionamento e la reputazione dei loro brand.