Dal 14 al 20 settembre il Chianti sarà proposto durante il servizio in quindici ristoranti di Tokyo e Shenzhen. L’iniziativa del Consorzio Vino Chianti, annunciata l’8 settembre, si chiama “Le Serate del Chianti” e rientra nel Chianti Lovers Asian Tour 2026. Porta la promozione del vino dentro una situazione in cui il pubblico può assaggiarlo insieme a un piatto.
Secondo il programma del Consorzio, a Tokyo partecipano dieci ristoranti italiani, con la collaborazione della Camera di Commercio Italiana in Giappone. A Shenzhen sono coinvolti cinque locali, con proposte che comprendono anche cucine cinese e giapponese e ispirazioni francesi. Il 14 settembre una cena da Notti, organizzata con Veronafiere e Veronafiere Asia, aprirà le attività cinesi coinvolgendo media di settore e figure influenti del mercato locale.
Il contesto può rendere il prodotto più comprensibile
La scelta interessante, dal punto di vista della comunicazione, è il momento dell’incontro. Al tavolo, il vino viene valutato insieme al cibo, al consiglio di chi lo serve e alla compagnia della serata. La denominazione acquista così un riferimento concreto nella memoria di chi assaggia.
Per un marchio che entra in un mercato, questo suggerisce un modo di progettare l’esperienza. La domanda iniziale può essere: in quale situazione il nostro prodotto diventa facile da capire? La risposta condiziona il luogo, le persone da coinvolgere e il contenuto da preparare.
Nel caso di un alimento, una degustazione guidata da un uso plausibile aiuta a spiegare quando sceglierlo. Per un oggetto destinato alla casa, potrebbe essere più utile mostrarlo in un ambiente abitato che isolarlo in una vetrina. Sono possibilità progettuali: la loro efficacia andrebbe misurata nel contesto specifico.
Adattare il racconto mantenendo riconoscibile l’origine
Il confronto con abitudini gastronomiche diverse pone un problema interessante per i brand territoriali. Il pubblico deve poter trovare un punto di accesso familiare, mentre il prodotto deve conservare elementi riconoscibili della propria origine.
Un abbinamento può svolgere questa funzione meglio di una spiegazione molto lunga. Nella comunicazione che lo accompagna, diventano importanti la chiarezza del nome e la continuità fra menu, materiali al tavolo e contenuti digitali. L’esperienza deve poter essere ricordata anche dopo la cena.
È un tema che abbiamo affrontato anche nel lavoro per Utopia Wines: costruire un’identità coerente nei diversi punti di contatto rende il vino riconoscibile quando cambia il contesto in cui viene presentato.
Il risultato si valuterà dopo le serate
L’iniziativa deve ancora svolgersi. Dal programma non si possono dedurre aumenti delle vendite o effetti già ottenuti sulla notorietà. Per valutarla, sarebbe utile osservare cosa resta dopo la settimana: richieste dei ristoratori, presenza successiva nelle carte dei vini e contenuti capaci di raccontare gli abbinamenti sperimentati.
La durata di un evento è breve. Il lavoro di comunicazione può proseguire se chi ha scoperto il prodotto riesce a ritrovarlo, riconoscerlo e sceglierlo in un’altra occasione.


