articoli

Persi 96mila negozi tra 2018 e 2025, ma farmacie e specializzati crescono

Il primo Rapporto Confcommercio conta 96mila negozi in meno tra il 2018 e il 2025, circa 38 al giorno. Eppure non chiudono tutti: farmacie, discount ed e-commerce crescono. Chi tiene e perché.

Niccolò Falaschi · 28 Luglio 2026 · 3 min di lettura · #italia

Il commercio cambia volto

Il primo Rapporto Confcommercio sul commercio, uscito il 22 luglio, mette in fila un dato che fa impressione: tra il 2018 e il 2025 i negozi al dettaglio in sede fissa sono passati da 666mila a 570mila. Novantaseimila in meno, circa 38 serrande abbassate ogni giorno per sette anni. Confcommercio parla di rischio desertificazione commerciale, cioè strade e quartieri che restano senza negozi.

Il numero è reale e va preso sul serio. Preso da solo però racconta metà della storia, perché dietro la media ci sono attività che spariscono e altre che crescono, la differenza tra le due dice molto a chi un negozio ce l'ha.

Chi cala e chi cresce?

A calare di più sono i formati storici del commercio diffuso. Gli ambulanti perdono il 27,3%, i piccoli negozi alimentari e i minimarket il 17,9%. Cadono anche cartolibrerie, negozi di giocattoli e musica (-21,9%), insieme ad abbigliamento, calzature e gioiellerie (-15,5%). Sono le attività più esposte alla concorrenza dei grandi formati e dell'online, quelle che vivevano di prossimità e prezzo.

Dall'altra parte c'è chi cresce, per motivi precisi.

Farmacie
+4,2% di punti vendita, con i ricavi in forte aumento: salute e cura della persona sono domanda che non si taglia
Discount
+7,4% di punti vendita e fatturato più che raddoppiato (+101,1%): quando il potere d'acquisto stringe, la spesa cerca prezzo
Omnicanalità
+41,9%: comprare online non è più un'eccezione ma un'abitudine
Fotografia editoriale realistica formato 16 calda dentro un negozio specializzato italiano curato e moderno per esempio

Meno negozi, più valore

Il paradosso del rapporto sta qui: i negozi calano ma il giro d'affari del settore sale, del 25,7% in sette anni. Vuol dire che la rete si è fatta più concentrata, con punti vendita in media più grandi e strutturati, meno diffusa nei quartieri e nei piccoli comuni. Ogni attività che resta lavora di più, tanto che il fatturato per addetto è cresciuto di quasi il 28%. Non è un settore che muore ma uno che cambia forma. La forma nuova ha meno vetrine sotto casa.

Infografica editoriale pulita formato 16 sfondo neutro chiaro due colori d'accento distinti tipografia sans-serif

Perché sta succedendo?

La causa di fondo che indica Confcommercio non è solo l'online. È soprattutto demografica. Le famiglie sono cambiate, con quelle composte da una sola persona che hanno superato il 37%, mentre diminuiscono i nuclei numerosi e cresce l'occupazione femminile. Cambiano le persone che comprano e cambia il modo in cui lo fanno. Una famiglia piccola con due persone che lavorano fa la spesa in modo diverso da una famiglia numerosa di vent'anni fa e spesso quel modo passa dal discount, dalla consegna a domicilio o dall'acquisto online.

Cosa insegna a chi ha un negozio oggi?

Il rapporto non è un bollettino di guerra, è una mappa di cosa regge. Chi resiste ha in genere una di queste caratteristiche, che sono anche le leve su cui lavorare.

Specializzarsi
punta su una nicchia invece di competere sul prezzo con i discount, dove la partita è persa in partenza
Valore
dai alle persone un motivo per uscire di casa, qualcosa che lo schermo non replica
E-commerce
l'e-commerce cresce del 41,9%, trattalo da alleato e non da nemico, anche solo per farti trovare e vendere in zona

Sul territorio qualcosa prova a muoversi

I dati fotografano il problema su scala nazionale. Sul territorio c'è chi prova a rispondere. In Toscana, tra Pisa e Pontedera, Confesercenti sta raccogliendo firme per le Zespro, le zone economiche di prossimità: aree dove concentrare incentivi fiscali e sgravi per aprire o tenere aperto un negozio di vicinato. È una proposta di legge, non ancora una realtà, ma affronta esattamente la desertificazione che questo rapporto misura. Alle Zespro, cosa sono e come si firma, dedichiamo un pezzo a parte.

Seguici per non rincorrere: iscriviti alla nostra newsletter!
italia

Niccolò Falaschi

founder

appassionato di comunicazione, tecnologia, ai, aiuto le aziende a migliorare il posizionamento e la reputazione dei loro brand.