Da venerdì lo sportello è aperto
Dalle ore 12 del 12 giugno le imprese possono inviare al GSE la comunicazione per agganciare il nuovo piano Transizione 5.0. Non è una circolare astratta: è il momento in cui un investimento che avete in testa, un macchinario, un impianto, una linea da rinnovare, diventa qualcosa su cui potete chiedere un beneficio fiscale concreto.
Se in questi mesi avete sentito parlare di "bonus per i macchinari" senza capire bene di cosa si trattasse e cosa dovevate fare, questo è il pezzo che mette in fila le cose che contano. Senza tecnicismi inutili, ma senza nascondervi i punti dove serve un commercialista.
La prima cosa da capire: non è più un credito d'imposta
Qui sta il cambiamento vero, e va detto subito perché chi ha usato la vecchia Transizione 5.0 rischia di ragionare con lo schema sbagliato.
Il piano precedente, attivo nel biennio 2024-2025, funzionava come credito d'imposta: una percentuale dell'investimento che recuperavate compensando i versamenti. Il nuovo piano, che il Ministero chiama "Nuovo Piano Transizione 5.0 - Iperammortamento", cambia meccanismo. Non è più un credito: è una maggiorazione del costo del bene ai fini dell'ammortamento. In pratica deducete da IRES e IRPEF una quota più alta del valore del bene, spalmata sugli anni di ammortamento.
Tradotto in soldi: il vantaggio non arriva tutto subito sotto forma di credito da compensare, ma si distribuisce nel tempo abbassando l'imponibile. Cambia la pianificazione finanziaria dell'investimento, non solo la modulistica. È il primo punto da portare al vostro commercialista.
Quanto vale, in concreto
La maggiorazione non è una percentuale unica: scende man mano che l'investimento cresce. Fino a 2,5 milioni di euro si arriva fino al 180% del costo. Da 2,5 a 10 milioni la maggiorazione è del 100%. Da 10 a 20 milioni scende al 50%.
Per la PMI media toscana, che difficilmente supera i 2,5 milioni su un singolo investimento, è lo scaglione alto quello che conta. Una nota importante per chi aveva seguito le prime bozze: la maggiorazione rafforzata legata al risparmio energetico, quella che si era parlato potesse arrivare al 220%, nel testo finale è stata eliminata. Se qualcuno ve l'ha promessa, sta lavorando su informazioni vecchie.
Cosa serve per accedere
Tre requisiti che conviene avere chiari prima di firmare un ordine.
Devono essere beni strumentali tecnologicamente avanzati, quelli che la normativa chiama "4.0", oppure impianti da fonti rinnovabili. Un macchinario qualsiasi non basta: serve che rientri nelle categorie previste e che sia interconnesso ai sistemi aziendali. Su questo il vostro fornitore di tecnologia e il commercialista devono parlarsi.
C'è una clausola nuova rispetto al passato: il bene deve essere "Made in Europe", cioè prodotto nell'Unione europea o nello Spazio economico europeo. Se stavate guardando un macchinario extra UE per risparmiare, verificate prima, perché potrebbe tagliarvi fuori dall'agevolazione.
L'invio della comunicazione passa dall'Area Clienti del sito GSE, con accesso tramite SPID. Dal 12 giugno è abilitata la comunicazione preventiva, cioè la prenotazione. Le comunicazioni di conferma dell'acconto e di completamento saranno attivate con un provvedimento successivo: non sono ancora aperte, è normale, fa parte del calendario.
La prima: la dotazione è a sportello, 9,8 miliardi che si esauriscono man mano che arrivano le prenotazioni. Chi arriva tardi rischia di trovare i fondi finiti, a prescindere dalla scadenza ufficiale. La seconda: "completato entro il 30 settembre 2028" non vuol dire "ordinato entro". Tra ordine, consegna, installazione e interconnessione passano mesi, a volte più di un anno per i macchinari su misura. Se l'investimento è grosso, il tempo di lavorarci è adesso, non nel 2028.
Perché ve lo diciamo
Molti dei beni che rientrano nel piano hanno una componente di software, gestione dati, integrazione, comunicazione del progetto verso clienti e fornitori. Se state ragionando su un investimento in digitalizzazione e volete capire come realizzarlo, scriveteci


