Una notizia che molti hanno letto al contrario
Alla WWDC dell'8 giugno Apple ha rifatto Siri da zero. Il dettaglio che ha fatto rumore è quale motore le hanno messo sotto: non un modello costruito da Apple, ma Gemini di Google, adattato su misura. E con iOS 27 l'iPhone lascerà all'utente la scelta tra più assistenti, da ChatGPT a Claude.
La lettura immediata è: Apple ha perso la corsa all'AI, si affida alla concorrenza. Un po' come i processori. Cupertino ci ha abituato a questo tipo di comportamenti: fino a che il loro prodotto non li soddisfa al 100%, si affidano a quello di altri per non perdere terreno.
Possedere il modello non è il punto
L'istinto del mercato, in questi due anni, è stato uno solo: ogni grande azienda deve avere il suo modello AI proprietario, costi quel che costi.
Apple, che i soldi per costruirne uno ce li avrebbe come nessun altro, ha deciso di non farlo per adesso. Ha valutato che il modello migliore per far funzionare Siri oggi lo fa Google e che il modo migliore di servire i propri utenti non è imporne uno, ma lasciarli scegliere. Ha trattato l'AI per quello che è: uno strumento.
Il valore, in questa mossa, non sta nel modello, ma in chi controlla il punto in cui quest'ultimo incontra le persone. Al 90% delle persone non frega niente di che modello AI usa iPhone, basta che l'experience sia quella che si aspettano.
È esattamente quello che Soliton porta avanti
Questa è la nostra posizione da quando esiste SolitonAI, il ramo di AI applicata di Progetto Immagina. La diciamo da mesi e oggi ce la conferma l'azienda più capitalizzata del pianeta.
Quando un'impresa ci chiede "quale AI dobbiamo adottare", la risposta giusta non è un nome di prodotto. È una domanda di ritorno: per fare cosa? Perché il modello giusto per scrivere non è quello giusto per analizzare dati e quello giusto oggi potrebbe non esserlo tra sei mesi, in un mercato dove escono modelli nuovi ogni poche settimane legarsi a un solo fornitore per principio è un errore.
Saper scegliere, integrare e cambiare strumento quando serve è la competenza vera.
La domanda non è "quale AI è la più potente", ma "quale AI risolve il mio problema oggi?"


