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L’Omino Bialetti torna sui social: perché è ancora disegnato a mano

Nuovi episodi ogni giovedì e animazione manuale per raccontare il caffè. La campagna trasforma una scelta di produzione in un segnale di marca.

Niccolò Falaschi · 5 Ottobre 2026 · 3 min di lettura · letti in media in 5 min · #brand · #italia

Un personaggio storico entra nel feed

Dal 1° ottobre 2026 l’Omino coi Baffi di Bialetti ha un nuovo appuntamento con il pubblico: ogni giovedì alle 20, questa volta sui social. A raccontarlo è Serviceplan Italia, l’agenzia che firma la campagna. Il personaggio viene riportato in scena attraverso il disegno manuale, con episodi costruiti intorno al caffè e alla moka.

La scelta ha un interesse che va oltre il ritorno di una mascotte. Quando produrre un’immagine diventa più semplice, un marchio può decidere di rendere riconoscibile anche il modo in cui l’ha realizzata. Per Bialetti il tempo dedicato al disegno entra così nella storia che vuole raccontare sul proprio prodotto.

Il labiale fa vedere la scelta creativa

Un dettaglio permette di capire il progetto: mentre l’Omino parla, la bocca prende la forma delle lettere pronunciate. È il suo labiale tipografico, recuperato insieme al tratto essenziale del personaggio. La scheda della campagna pubblicata da Engage attribuisce disegno e animazione al duo Dan e Dav e riporta il coinvolgimento dell’animatore Guido Orlandi. Il lavoro sul personaggio è presentato come realizzato senza AI.

Disegnare a mano può convivere con strumenti digitali di animazione, come mostra il backstage. La decisione riguarda l’origine e il controllo del segno: qualcuno costruisce le espressioni, sceglie il ritmo e mantiene coerente il personaggio. È su questi dettagli che il messaggio dell’artigianalità può diventare visibile. La sola dichiarazione sul metodo di produzione avrebbe molto meno da mostrare.

Backstage dell’animazione dell’Omino Bialetti con le forme del labiale tipografico sullo schermo.

Il labiale tipografico durante la lavorazione. Immagine dal video di backstage della campagna Bialetti, diffuso da Youmark.

Il caffè deve restare il protagonista

Il compito commerciale dell’Omino è preciso: raccontare il caffè Bialetti prodotto nella torrefazione di Coccaglio e il suo rapporto con la moka. La pianificazione annunciata comprende Prime Video, Netflix, Infinity e social, come riporta Youmark.

La nostra lettura è che il marchio cerchi di trasferire al caffè una familiarità già costruita intorno alla caffettiera. Il personaggio aiuta a riconoscere chi parla prima ancora che arrivi il prodotto. Perché il passaggio riesca, però, chi guarda dovrà ricordare anche che cosa viene proposto: una campagna molto amata potrebbe lasciare in secondo piano proprio il caffè.

L’appuntamento settimanale aggiunge una seconda scelta interessante. Offre continuità alla storia e dà al personaggio il tempo di sviluppare una voce. Serviceplan descrive esplicitamente il progetto come il tentativo di ricostruire un rito in una fruizione frammentata. Saranno gli episodi a dover meritare quel ritorno, settimana dopo settimana.

L’Omino Bialetti con una tazzina e una confezione di caffè Perfetto Moka Classico nella campagna.

L’Omino e il caffè Perfetto Moka nel visual della campagna. Materiale Bialetti/Serviceplan Italia pubblicato da Engage.

L’artigianalità va resa visibile e poi misurata

Per chi lavora nella comunicazione, il caso suggerisce una domanda concreta: quale parte del processo creativo rende il marchio più riconoscibile? Qui c’è una risposta osservabile, dal tratto del disegno alle forme della bocca. In un altro progetto potrebbe essere una lavorazione del prodotto, purché sia vera e abbia un legame comprensibile con ciò che si vende.

Da questa scelta non si può ancora dedurre una maggiore efficacia pubblicitaria. Le fonti consultate raccontano il lancio, senza dati che permettano di confrontare ricordo del marchio, interesse per il caffè o vendite. Il giudizio sulla campagna dovrà tenere insieme la qualità del lavoro e questi risultati. Un buon punto da osservare sarà se il pubblico ricorda l’Omino e, insieme a lui, il prodotto che è tornato a raccontare.

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Niccolò Falaschi

founder

appassionato di comunicazione, tecnologia, ai, aiuto le aziende a migliorare il posizionamento e la reputazione dei loro brand.