Partiamo da un'ammissione: questo articolo è cringe. Non per quello che dice, ma per il solo fatto di esistere. Degli adulti che spiegano ad altri adulti cosa vuol dire "delulu" sono, agli occhi di qualsiasi Gen Z, l'esempio perfetto della seconda parola di questo glossario. Lo sappiamo e l'abbiamo scritto lo stesso. Se sei un genitore e a cena ti sembra di guardare una serie in lingua originale senza sottotitoli, queste righe provano a darti una mano, con la poca dignità che ci resta.
Avvertenze d'uso
Cominciamo: Hai capito le parole, ma ti manca la battuta
Nel gennaio 2026 una giuria di giovani e adulti ha scelto chill come parola giovanile del 2025, nell’iniziativa raccontata dall’Accademia della Crusca. Significa, a seconda della frase, tranquillo, rilassato o privo di pressioni. Ma attenzione, una parola piccola può evitare un equivoco grande: «Sono chill» non vuol dire necessariamente «Non mi importa».
Questo glossario serve a ritrovare il filo di una conversazione. Le parole sono documentate in fonti linguistiche italiane, ma non sono una classifica delle più usate dai ragazzi. L’uso cambia fra gruppi, età e situazioni. Tutti gli esempi qui sotto sono inventati per chiarire il significato: nessuno viene da conversazioni private.
Giudizi, imbarazzo e un po’ di autoironia
Boomer
Nel significato generazionale indica i nati durante il baby boom. Nello slang può invece prendere di mira un modo di pensare considerato superato: lo distingue la Crusca, che segnala anche il valore spregiativo.
Esempio: «Hai stampato il meme per farmelo vedere? Che boomer». Può essere una battuta affettuosa oppure un modo sbrigativo di zittire qualcuno. Non significa automaticamente “persona anziana” e non rende accettabile qualsiasi insulto solo perché è inglese.
Cringe: l’imbarazzo che provi guardando
Descrive una scena o un comportamento che mette a disagio chi assiste. La scheda della Crusca del 2021 documenta proprio questo uso.
Esempio: «Il discorso improvvisato al compleanno era cringe». Non equivale sempre a “brutto”: un video può essere ben realizzato e provocare comunque imbarazzo. Se lo dicono di un tuo gesto, chiedere quale parte li abbia messi a disagio serve più che discutere la traduzione.
Delulu: sto fantasticando, magari lo so già
È una deformazione scherzosa dell’inglese delusional. Treccani registra l’uso ironico riferito a fantasie poco realistiche, anche sentimentali.
Esempio: «Il cantante ha guardato verso di me: ormai ci sposiamo, sono delulu». Qui chi parla può sapere benissimo di esagerare. Non significa semplicemente “deluso”: tradurlo così cambia il senso della frase.
Aura: il carisma, con un punteggio immaginario
La Crusca descrive “punti aura” come un giudizio giocoso sul fascino o sulla disinvoltura di qualcuno.
Esempio: «Hai preso al volo il bicchiere prima che cadesse: mille punti aura». Il numero è un’esagerazione inventata, non una misura o un voto assegnato da un’app. La stessa formula può essere usata al contrario per scherzare su una figuraccia.
ai generated
Storie, video e messaggi
Lore: tutto quello che c’è dietro la storia
Nell’accezione documentata da Treccani, comprende le informazioni che costruiscono il mondo di un’opera: passato dei personaggi, regole, luoghi e vicende che aiutano a capire un videogioco, una serie o un romanzo.
Esempio: «Quel simbolo si capisce solo conoscendo la lore del gioco». Non è il riassunto della partita appena finita. Se il termine viene usato scherzosamente per un gruppo di amici, conviene chiedere quale retroscena manchi: il contesto sta estendendo il significato.
POV: da quale posizione stai guardando
La sigla viene da Point of View, punto di vista. Treccani la collega alla soggettiva e ai contenuti che invitano lo spettatore a immedesimarsi in una situazione.
Esempio: «POV: arrivi a scuola e scopri che oggi c’è verifica». È una cornice narrativa. Non certifica che il video sia autentico o che sia capitato davvero a chi lo pubblica. La scritta può introdurre una scenetta recitata.
Ghostare: interrompere i contatti senza spiegazioni
La voce di Treccani include sia la sparizione improvvisa da una relazione sia, in senso più ampio, l’ignorare tentativi di contatto.
Esempio: «Da quando siamo usciti insieme mi ha ghostato». Una risposta che tarda due ore, da sola, non prova una sparizione intenzionale. Per capire il racconto conta che cosa è successo nel tempo, non la sola notifica letta.
ai generated
Tre verbi da riconoscere al volo
Il lessico digitale descritto da Treccani nel marzo 2026 raccoglie diversi verbi inglesi adattati all’italiano. Questi tre tornano utili anche fuori dai social:
- Flexare: mostrare con ostentazione qualcosa di cui si è fieri. «Sta flexando le scarpe nuove». Può essere una critica oppure una presa in giro complice; non implica per forza ricchezza.
- Chillare: rilassarsi. «Stasera chilliamo a casa». Non indica necessariamente una rinuncia o un malessere: può essere semplicemente il programma della serata.
- Skippare: saltare o passare oltre. «Ho skippato l’introduzione». Il contesto chiarisce se si parla di un video, di una canzone o, per estensione, di un’attività.
Fine della lettura (e dell'imbarazzo)
Se sei arrivato fin qui, hai letto dall'inizio alla fine un articolo che i tuoi figli considerano cringe e adesso sai anche spiegare perché. È già un progresso...
Ultima raccomandazione: non condividere questo articolo nella chat dei genitori con il commento «Utilissimo!! 😂😂».


