Cosa è successo
A maggio Google ha cambiato il modo in cui mostra i risultati di una ricerca. Prima, quando un cliente digitava una domanda ("miglior fotografo a Pisa", "azienda che produce X in Toscana", "ristorante con sala per eventi a Cascina") vedeva un elenco di dieci siti tra cui scegliere. Adesso vede un riquadro con una risposta scritta da un'intelligenza artificiale, che gli dice direttamente cosa pensa lei sull'argomento.
I siti veri restano, ma sono finiti molto più in basso, in fondo alla pagina.
In pratica: Google ha smesso di portarti i clienti a casa. Adesso prova a tenerli a casa sua.
O almeno, sta facendo dei test.
Perché ti riguarda, anche se non te ne occupi
Mettiti nei panni di un tuo potenziale cliente. Apre il telefono, digita su Google una domanda che descrive esattamente quello che la tua azienda fa e legge la risposta che Google gli ha preparato.
- In quella risposta ci sei tu?
- Ti nomina con il tuo nome giusto?
- Dice cose corrette su cosa fai e su come lavori?
- Oppure cita un tuo concorrente, o nessuno, o informazioni vecchie di tre anni?
Se quella risposta non parla di te, per quel cliente sei invisibile.
Qualche numero
Su cento persone che oggi cercano qualcosa su Google, quasi sessanta trovano la risposta dentro al riquadro AI e non cliccano da nessuna parte.
Tra le quaranta che invece cliccano, solo una o due vanno sulle fonti che Google ha usato per costruire la risposta. Le altre vanno altrove, o tornano indietro.
Tradotto: il numero di persone che arrivavano gratis sul tuo sito perché Google le mandava lì sta crollando da un anno. Negli ultimi dodici mesi, a livello globale, è sceso di un terzo. In pratica è un cambio strutturale.
Cosa puoi fare questa settimana, anche da solo
Tre cose, senza pagare niente.
- Apri ChatGPT (è gratis, c'è anche l'app sul telefono) e digita le tre o quattro domande che farebbe un cliente per trovare un'azienda come la tua. Leggi cosa ti risponde. Se non ti cita, hai un problema. Se ti cita ma dice cose vecchie o sbagliate, hai un altro tipo di problema. In tutti i casi, almeno ora lo sai.
- Vai su Google, in modalità anonima, e fai le stesse domande. Guarda il riquadro AI in alto. Sei lì? In che termini sei descritto? Da quale fonte Google sta prendendo le informazioni su di te?
- Se quello che vedi non ti piace, è il momento di agire.
Le buone notizie
Questo cambiamento favorisce chi ha sempre fatto le cose serie e penalizza chi ha vissuto di trucchi. Gli algoritmi che decidono cosa entra dentro le risposte AI scelgono sulla base di fonti affidabili, contenuti utili, persone reali, recensioni vere. Le scorciatoie che funzionavano dieci anni fa adesso valgono zero.
Se hai costruito la tua azienda lavorando bene, facendo contenti i clienti, raccogliendo recensioni autentiche, scrivendo cose vere sul tuo sito, non avrai problemi.
Devi solo assicurarti che gli assistenti AI abbiano i materiali giusti per parlare bene di te.
La domanda oggi non è più "esco bene su Google?" ma "L'AI sa che esisto?"
Non più SEO ma GEO
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