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Il Papa, Anthropic e le sanzioni per l'utilizzo dell'AI

Oggi Leone XIV presenta la prima enciclica sull'AI. Tra i relatori scelti dal Vaticano c'è Anthropic, l'azienda che studia come pensano i modelli. La scelta riguarda anche chi compra AI.

Niccolò Falaschi · 24 Maggio 2026 · 2 min di lettura · #dal mondo

In che senso il Papa e l'AI?

Oggi alle 11.30, in Aula del Sinodo, Leone XIV presenta "Magnifica Humanitas", la prima enciclica della Chiesa cattolica interamente dedicata all'intelligenza artificiale. Tra i relatori scelti dalla Santa Sede c'è Christopher Olah, cofondatore di Anthropic e responsabile della ricerca sull'interpretabilità dei modelli AI. Anthropic è l'azienda americana che produce Claude.

La scelta non è neutra. Il Vaticano aveva tutte le opzioni davanti: OpenAI è più grande, Google ha più storia, Microsoft ha più peso politico. Ha scelto un'azienda nota per una cosa precisa: cercare di capire cosa succede dentro un modello quando produce una risposta.

La cosa riguarda anche te, perché...

Fino a ieri l'etica dell'intelligenza artificiale era un dibattito tra ricercatori, filosofi e qualche giornalista paziente. Da oggi pomeriggio è un argomento da telegiornale serale.

I tuoi clienti la sentiranno nominare, i tuoi dipendenti faranno domande, è solo questione di tempo prima che tutti inizino a chiederti se usi l'AI nei tuoi processi.

Cosa sta dicendo davvero il Vaticano

Tradotto: la Chiesa sta dicendo che non tutti i fornitori AI sono uguali e che chi sceglie un fornitore sta facendo una scelta anche etica.

È una benedizione ad Anhtropic? Non direttamente, però indica una direzione. E quando la Chiesa ne parla, l'argomento diventa di tutti.

Il punto, per chi non si occupa di ricerca AI, è semplice. Hai il diritto di sapere come funziona uno strumento che usi tutti i giorni e hai il dovere, se quello strumento produce cose che vanno al tuo cliente o al tuo pubblico, di saperlo utilizzare in modo professionale ed etico.

Tu usi l'Ai nella tua azienda?

Se lo fai, dovresti fare al tuo fornitore queste domande:
  1. Su quali dati è stato addestrato il modello?
  2. Ci sono fonti coperte da copyright?
  3. Ci sono dati personali? Da dove vengono?
  4. Come vengono gestiti i dati che ti condivido?
  5. Quando il modello genera una risposta, riesce a dire da dove l'ha presa? Riesce a dichiarare quando non sa? Riesce a non inventarsi le cose?
  6. C'è una policy interna che impedisce l'uso del modello per casi a rischio, manipolazione politica, frode, contenuti illegali, deepfake non consensuali?

Se il fornitore non sa rispondere, scappa :)

L'epoca del "usiamo ChatGPT, è bravissimo" è finita. È tempo di iniziare ad usare l'AI in modo giusto, ma soprattutto responsabile.

Note a margine

A parte il Papa, l'utilizzo professionale dell'AI è sancito da una legge europea che si chiama European AI Act ed è già attiva. Da agosto 2026 le sanzioni saranno possibili. Si rischia fino al 7% del fatturato. Lo sapevi?

Parliamo di AI in modo onesto ed etico...seguici.
dal mondo

Niccolò Falaschi

founder

appassionato di comunicazione, tecnologia, ai, aiuto le aziende a migliorare il posizionamento e la reputazione dei loro brand.